Corri che ti passa

Quante volte abbiamo pensato di mollare ciò che ci fa stare male e non abbiamo mai trovato il coraggio di farlo per paura, per noia, perché non c'erano stimoli?

Non pensateci più due volte nel fare una scelta: andate a correre e la soluzione, stile lampada di Archimede, verrà subito in mente.

Non conosco bene quale sia l'impulso che si attiva durante lo sforzo fisico, che arriva direttamente al cervello e permette di respirare profondamente e di dire: "basta, da domani cambio registro".

Forse la medicina e la scienza su questo potrebbero darci una mano.
Ma non è questo il punto.
Il punto è quanto una cosa così semplice e banale come la corsa, una delle prime cose che impariamo nel corso della nostra vita, sia l'essenza per eccellenza della libertà, il gesto eclatante di scrollarsi un peso, quindi liberarsi.

A me è successo così. Non è stata la prima volta. Non ricordo quante volte. Certamente questa banale azione di mettere le gambe una davanti all'altra ha determinato cambiamenti decisivi, drastici, unici e senza dubbio irripetibili e fondamentali. Sì, questo movimento oscillatorio del corpo nello spazio è stato una volta scialuppa di salvataggio, una volta trampolino di lancio.

Nemica (perché è fatica e sudore) e amica (perché ti libera e non solo a livello di tossine), la corsa non è certo la soluzione a tutti i mali, ma certamente un po' li allevia.

Ricomincio da qui.


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